Mi sveglio già in crisi d’astinenza da connessione. Non è tanto internet a mancarmi, né i social network, ma l’idea che qualcuno – no, non uno a caso, una persona ben precisa – possa mandarmi un messaggio (spoiler: non lo farà), mettere like a una mia foto su Instagram, o guardare le storie. Lo so, è un po’ patetico, ma eccomi lì, sempre in attesa: “Guardami, dai. Sono una persona così interessante.”
Io, per inciso, odio aspettare.

Questa primavera sono uscita con uno per un po’, e, nonostante adesso sia piena estate, non riesco a farmela passare. Ecco perché ho deciso di scappare dall’altra parte del globo: senza segnale sul telefono, non c’è pericolo di notifiche del tipo “chiunque tranne chi vorrei”. Niente che mi innervosisca mentre lui – genio del male – spia in tempo reale ogni mia storia e ci piazza pure un like, giusto per farmi saltare i nervi. Questo è un rehab a tutti gli effetti.
Un rehab dove i vestiti smettono di essere puliti dopo cinque minuti.

Fa così caldo che è impossibile tollerare gli scarponi da trekking, così ho iniziato a camminare nella giungla con le Converse, in coda al gruppo. Mi prendo il mio tempo per guardarmi intorno e fare foto, spesso il mio compagno di stanza rallenta il passo per farmi compagnia. Parliamo di tutto e niente, ma qualche volta lui si diverte a prendermi in giro per l’espressione corrucciata e finisce che mi arrabbio. Ogni tanto, invece, cammino da sola, persa nei miei pensieri.
Poi saliamo su una canoa e ci lasciamo trasportare dal fiume verde. Passiamo accanto a persone che lavano i panni o fanno il bagno, tra le radici delle mangrovie. In certi tratti, l’acqua è così bassa che dobbiamo spegnere il motore e remare, o addirittura scendere a spingere la barca. All’inizio, penso ai miei piedi nudi sul fondale viscido e alle sanguisughe sui polpacci, ma la situazione è troppo divertente e me ne dimentico presto.

Scesi dalla canoa, ci infiliamo sotto la cupola verde della foresta, dove, sorpresa, fa ancora più caldo che allo scoperto. Passiamo tra grotte orlate di stalattiti e stalagmiti bianchissime, mentre sotto scorrono fiumi così limpidi che vien voglia di tuffarcisi dentro. Alla fine arriviamo a una pozza di acqua dolce turchese, gelida come uno schiaffo. Quando mi immergo, il freddo mi mozza il respiro, ma subito dopo mi scappa da ridere: sembra di essere finiti in FernGully.

Verso le cinque ci trasciniamo all’unico bar del parco. Una lattina di Tiger, sudata e scintillante, è la mia unica consolazione, mentre osservo il fiume e le canoe colorate scivolare lente. Ed è lì, nell’unico punto del parco dove c’è un quasi impercettibile segnale wifi, che faccio la cazzata del giorno.

Ecco cosa non puoi assolutamente perderti durante una visita al Parco Nazionale di Mulu:
1. Le grotte spettacolari
- Deer Cave: È la grotta più grande accessibile ai visitatori, famosa per il suo profilo che ricorda il volto di Abramo Lincoln e per ospitare una delle colonie di pipistrelli più grandi del mondo. Al tramonto, assistere all’esodo dei pipistrelli è uno spettacolo unico.
- Clearwater Cave: Parte del più grande sistema di grotte del sud-est asiatico, ha un fiume sotterraneo limpido e fresco dove puoi anche fare un bagno.
- Lang Cave: Piccola ma ricca di stalattiti e stalagmiti delicate, perfetta per gli appassionati di fotografia.
- Wind Cave: Chiamata così per la brezza che scorre al suo interno, è piena di formazioni calcaree sorprendenti.
2. Il Pinnacles Trek
Un’escursione impegnativa che ti porta a un punto panoramico mozzafiato con vista sui pinnacoli di pietra calcarea che emergono dalla giungla come lame affilate. Non è per tutti, ma la vista vale ogni goccia di sudore.
3. Il Canopy Skywalk
Un ponte sospeso lungo 480 metri, a 25 metri di altezza, che ti permette di camminare sopra la giungla e osservare la foresta pluviale dall’alto. Ideale per chi cerca emozioni forti e ama la natura.
4. Il Bat Exodus
Verso il tramonto, milioni di pipistrelli emergono dalla Deer Cave, formando spettacolari spirali nel cielo. È un evento naturale impressionante e imperdibile.
5. Il trekking nella foresta pluviale
I sentieri del parco offrono un’immersione completa nella biodiversità della foresta pluviale: alberi altissimi, piante esotiche, insetti insoliti e una colonna sonora naturale composta da cicale, uccelli e scimmie.
6. Le escursioni in barca
Navigare i fiumi che attraversano il parco è un’esperienza rilassante e panoramica. Puoi osservare la vita quotidiana dei villaggi locali, le radici delle mangrovie e la flora tropicale lungo le rive.
7. L’esperienza del campo base
Dormire in una delle strutture del parco, circondato dalla giungla, è un’avventura a sé. Di notte, la foresta prende vita con i suoni di rane, gechi e altri animali notturni.
8. L’incontro con la fauna locale
Mulu è un paradiso per gli amanti della fauna. Puoi avvistare uccelli esotici, farfalle gigantesche, lucertole, scimmie e, con un po’ di fortuna, anche il raro pangolino o il leopardo nebuloso.
9. L’acqua dolce cristallina
Dopo un’escursione, rilassati in una delle pozze d’acqua dolce, circondate da una vegetazione lussureggiante. Un tuffo rigenerante è il modo perfetto per concludere la giornata.


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